Magie Barocche: “Suoni di festa” con Gabriele Cassone e Antonio Frigè

CATANIA – Due eccelsi virtuosi saranno i protagonisti dell’ottavo concerto dell’VIII Festival Internazionale del Val di Noto Magie Barocche, presidente e direttore artistico il musicologo Antonio Marcellino, che nel mese di ottobre ha già presentato una serie di appuntamenti di altissima qualità, con interpreti e musiche di eccezionale valore, e prosegue con altre perle musicali preziose e raffinate, come appunto la tromba naturale del maestro Gabriele Cassone, contrappuntata dall’organo del maestro Antonio Frigé.

Come i rimanenti concerti del mese, quello di mercoledì 7 novembre si svolgerà a Catania nella sede del Teatro Machiavelli di Palazzo San Giuliano, progettato dall’architetto Vaccarini e costruito nel 1738 per i Paternò, marchesi di San Giuliano. Fin dai primi anni del XX secolo l’edificio ha ospitato il Teatro Machiavelli (fondato da Angelo Grasso), nel quale recitava il celeberrimo attore catanese Angelo Musco. I locali dello storico teatro sono stati recuperati e nuovamente adibiti alla loro funzione teatrale nel 2010 grazie all’intervento dell’Università degli Studi di Catania, che ne è proprietaria. Il Teatro è stato riaperto al pubblico nel 2014 e da allora è gestito dall’Associazione di Promozione Sociale Ingresso Libero, fondata dal regista Lamberto Puggelli.

In questo solido quadro artistico-culturale, avranno la loro giusta eco i concenti e le arie strumentali proposte nella soirée, veri e propri Suoni di festa, così come recita il titolo dato al concerto dell’Ensemble Pian&Forte, nell’occasione composto dal duo Cassone –Frigé, che ritorna a calcare le scene di Magie Barocche interpretando musiche di Giovanni Bonaventura Viviani (la Sonata II per trombetta sola et organo), Girolamo Fantini (la Sonata n. 3 «detta del Niccolini» e la Sonata n. 7 «detta del Vitelli»), Bernardo Storace (il Ballo della Battaglia), Antonio Martín y Coll (le Folias e il Ballo del Gran Duca), Andrea Falconiero (la Batalla de Barabasoyerno de Satanas), Georg Muffat (la Toccata X da Apparatus musicus organisticus), John Stanley (la Suite of trumpet voluntaries) e, dulcis in fundo, Georg Friedrich Händel (la Suite da Water Music).

In questa festa di suoni, protagonista è la musica europea (italiana, spagnola, tedesca e inglese) del Sei-Settecento, che valorizza il felice connubio tra l’organo e la tromba naturale. Di origini antichissime (ma usata certamente fino a Beethoven), la tromba naturale è lunga il doppio della tromba ‘moderna’ e, rispetto a quest’ultima, differisce per il fatto che non dispone di ‘pistoni’ o altri meccanismi che permettono la produzione di tutte le note, ma solo degli armonici ‘naturali’ della scala in cui è intonato lo strumento: tutti i suoni che vengono emessi sono prodotti esclusivamente dall’abilità labiale dell’esecutore.

Gli ingredienti per poter assaporare questi Festklänge (suoni festivi, appunto, come recita anche il titolo del settimo poema sinfonico di Liszt) ci sono tutti e costituiscono un’ottima premessa per una serata ricca di emozioni.

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