Con la questione Europa si conclude la rassegna Words of tomorrow

Europa sì Europa no, Stati Uniti d’Europa, Brexit, dumping fiscale e sociale, confini e frontiere, commercio, integrazione, politica. È stato ricco di spunti il dibattito che mercoledì 8 maggio ha animato l’appuntamento conclusivo del ciclo di incontri Words of tomorrow, incentrato sul tema dell’Europa.
«È una splendida idea unire generazioni diverse e metterle a confronto su temi che stanno a cuore tanto ad Ande quanto a Eastwest», esordisce Claudio Corbino, presidente dell’Associazione Diplomatici, citando subito i coorganizzatori dell’evento. «Accogliamo laicamente qualunque opinione e idea», dice passando la parola ad Alba Giardina, presidente dell’Associazione Nazionale Donne Elettrici, che parla ai tanti ragazzi presenti dell’associazione politica apartitica che prepara donne e uomini alla vita politica e presenta i candidati in vista delle elezioni. Proprio come in questo caso.
All’incontro, infatti, erano presenti Francesca Donato per la Lega, Matilde Montaudo per il M5S, l’ex sindaco di Catania e senatore Raffaele Stancanelli per Fratelli d’Italia, Michela Giuffrida per il Pd , Elia Torrisi per Più Europa. «Abbiamo affrontato vari temi nel tempo – spiega Giardina – dalla parità di genere alla questione meridionale, dall’elezione diretta del sindaco al recente appello per il mantenimento della storia come materia fondamentale nei licei». Oggi, che donne e giovani hanno accesso al voto, il compito delle andine è quello di farli votare e farlo in modo cosciente, qualunque sia la loro scelta politica. «L’Europa, nonostante le trasformazioni che si sono verificate negli anni – conclude – è un tesoro che dobbiamo tenerci stretto. Non solo perché ci ha garantito più di 70 anni di pace, ma anche perché è impensabile fronteggiare colossi come Stati Uniti e Cina se ci disgreghiamo in tanti piccoli Stati».
«Speriamo di avere nei prossimi anni un’accelerazione del processo di integrazione europea, perché siamo in una condizione nella quale o si va avanti o ci fermiamo per sempre», le fa eco Giuseppe Scognamiglio, chairman di Eastwest European Institute, che in veste di moderatore ha provato a spiegare alla platea le ragioni dello scetticismo diffuso nei confronti dell’Europa, dovute a dieci anni di crisi economica che hanno frustrato ambizioni, speranze e condizioni di vita di tante persone, che hanno trovato nelle Istituzioni europee un capro espiatorio. «Complici anche delle leadership nazionali non all’altezza del compito – aggiunge Scognamiglio – che invece di accellerare il processo di integrazione, unica speranza per avere più risorse e più protagonismo internazionale, hanno pensato di chiudersi in una gestione autarchica della vita nazionale che non porta da nessuna parte, visto che a livello nazionale non abbiamo risorse sufficienti, sia in Italia che negli altri Paesi».

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