Eventi estivi al Zo centro culture contemporanee

Catania – Programma estivo del Centro Culture Contemporanee ZO.

TEATRO

Venerdì 28 giugno, ore 21, SpiazZo, spazio esterno Zo centro culture contemporanee

Mistero Buffo di Dario Fo

Diretto e Interpretato da Francesco Russo, Teatro Istrione

“Mistero Buffo”: Le giullarate, raccolte e riscritte dal premio Nobel  Dario Fò e dalla moglie Franca Rame, risalgono al medioevo, alcune a periodi umanistici, epoche in cui la propagazione culturale, l’informazione, soprattutto quella politica, sono ostacolati dalle istituzioni ecclesiastiche, ma è proprio in questi casi che l’arte trova mezzi e canali, modalità, per riuscire, segretamente, a vincere su ogni divieto, infatti andando più a fondo, analizzando la storia nei suoi minimi particolari, come sempre si dovrebbe fare, si scopre che in tempi di censura, vi è stato un grande fermento culturale,  persistendo sottobanco forse, ma degno di nota. Il giullare quindi è informatore ed esorcista, accostabile a quelle figure di giornalisti satirici televisivi, Ma il luogo è la piazza, la locanda, i piccoli cortili popolari, le gradinate delle chiese, il mezzo è la giullarata, lo strumento è il giullare, il comico, il cantastorie: il popolo è il destinatario non casuale del testo che tramite allegorie, simboli, analogie scopre d’essere intelligente e di capire divertendosi al medesimo tempo. Messaggi diretti al potere celati dentro un grammelot, apparentemente privo di significato, per sfuggire alla severa censura, che nelle vesti di confuse guardie autoritarie, non sapeva più scrivere i verbali riguardo la pièce a cui avevano assistito: versi gutturali onomatopeici, all’interno di direzioni, aneliti voglie, desideri, dell’uomo rappresentato tra passioni e difetti, tra egoismi e follie.

Il Popolo, trasmette da generazione in generazione, favole, racconti, leggende, alcune si confondono, cambiano migliorano con il passare degli anni, si arricchiscono di particolari sempre più umani, alcuni per mancanza di memoria, altri per soverchia fantasia, diverse di queste, invece si cristallizzano, rimangono così come nate, da padre in figlio, perché straordinarie, perché immutabili nel tempo. Il vangelo è la storia a cui il popolo fa più affidamento, quindi la storia che si conosce di più è proprio la vita di Cristo, le figure dipinte sui soffitti negli affreschi delle grandi chiese, i quadri che rappresentano episodi della vita di Gesù, narrano, il messaggio del vangelo, più forti della parola di Dio che giornalmente viene enunciata da echeggianti pulpiti con tracotante distacco. La lingua è il latino: Il popolo non è accolto dalla chiesa con umana comprensione ma mantiene quella severa distanza che c’è tra uomo e divinità. Le Giullarate la Domenica mattina, o nei giorni pasquali grazie alla genialità di qualche ecclesiastico più spiritoso, hanno luogo in piazza nei piccoli come nei grandi borghi, dove Gesù Cristo appare più umano, così umano da mischiarsi insieme agli uomini, nelle grandi folle, così grande da essere comprensibile da tutti, tanto da pensare di potergli somigliare, Gesù regala l’arma del sorriso, dentro la parola: Baciando un contadino gli dà il dono di trasformare il terrore in allegria, la tragedia in beffa, la sfortuna, in un comico segno del destino.
Ingresso_ Intero Euro 10, ridotto Euro 7
(ospiti Ristoro, Studenti Universitari). E’ possibile cenare durante lo spettacolo

 

MUSICA
Sabato 29 giugno, ore 22, SpiazZo, spazio esterno Zo centro culture contemporanee

SWEET SUMMER FUZZ #1

Nello spiazZo di Zo, tre fra le band più interessanti della scena catanese danno il benvenuto all’estate con una ventata di suoni, umori, melodie: Long Hair In Three Stages, Vodkafish, Regen, tre scintille del grande fuoco musicale indipendente, tre modi di stuzzicare la mente, accendere il cuore e smuovere i fianchi del pubblico più esigente.

È il primo appuntamento con Sweet Summer Fuzz, festa dei rumori estivi e espressione del meglio della scena musicale catanese. Tema centrale della selezione, l’equilibrismo fra generi musicali, fra melodia e noise.

LONG HAIR IN THREE STAGES

Nuova lineup ed ennesima rivoluzione; entità mercuriale e identità inconfondibile, la band amata dal pubblico e dalla stampa specializzata presenterà in anteprima al pubblico di Zo una cascata di nuovissimi brani inediti dal prossimo album, sempre sul filo tra fragore e melodia, sperimentazione, ganci pop, raffinate ritmiche post-punk.

VODKAFISH

Un’anima selvaggia e una cerebrale convivono in una sintesi di quadrature math, noise rock e spirito dada. Ogni brano è un missile pazzo a forma di sex toy che decolla e vira in direzioni inaspettate, in una vertigine di esilaranti contrasti e mutamenti di umori che passa per le orecchie, scuote i neuroni e galvanizza gli arti.

REGEN

Nuova entità della scena catanese, scrivono un festival di cinema alternativo della mente, tra estasi attonite e furori trattenuti, ritmi tesi e voli pindarici; dal CBGB newyorchese a Sergio Leone, dai mercati magrebini al metallo di forgia scandinava, con una prodigiosa capacità di incastonare influenze in un’identità coerente e già perfettamente a fuoco.

Ingresso: Euro 5

MUSICA – RAIZES SUMMER 2019

Giovedì 4 luglio, ore 21, SpiazZo, spazio esterno Zo centro culture contemporanee

Carioca Trio (Brasile)

Ronaldo Leite de Freitas – chitarra e voce
Dimos Goudaroulis – violoncello
Luis Carlos Xavier Guello – percussioni

Ingresso: Intero 8 euro / Ridotto 5 euro

CACCIA AL TESORO POETICA

Venerdì 5 luglio, ore 18, Zo centro culture contemporanee

Flitti Tumbi tuCaccia al tesoro poetica

Compagnia Note di Colore

Il progetto del laboratorio Note di Colore, è la prosecuzione di un percorso iniziato cinque anni fa, grazie all’intuizione di Bianca Caccamese, presidente dell’Associazione Culture Possibili.

Il gruppo di partecipanti si aggrega intorno all’idea dell’inclusione, della comunicazione empatica spesso non verbale, della narrazione teatrale collettiva, come mezzi efficaci per superare barriere linguistiche, motorie e cognitive, dato che il progetto include portatori di disabilità.

Negli anni, si è creato un gruppo forte e stabile, in grado di ideare e realizzare progetti performativi non convenzionali, interattivi e fortemente incentrati sulla partecipazione del pubblico.

E’ la volta di Flitti Tumbi tu, una caccia al tesoro che si snoda in tutti gli spazi interni ed esterni di Zo, in cui il pubblico, diviso in squadre, dovrà superare delle piccole prove per conquistare i pezzi della storia creata dal Gruppo Note di colore, durante l’anno.

La performance è arricchita dagli interventi musicali curati da Simona di Gregorio, che ha seguito il gruppo con le sue competenze professionali di musicista, compositrice, cantante e musicoterapeuta.

La performance è supportata dallo staff tecnico di Zō (Aldo Ciulla), e dal lavoro creativo e di realizzazione di attrezzeria e allestimenti di Elie Laucher e Olga Volshinets

Il gruppo, guidato dall’attrice regista e autrice Pamela Toscano, segue un laboratorio annuale con cadenza settimanale.

Il progetto riprenderà l’anno prossimo ad Ottobre ed è aperto a tutti.

In occasione della performance sarà possibile effettuare una pre-iscrizione al laboratorio.

Autori e Interpreti: Nina Brisolese, Giuseppe Caccamese, Claudia Cantone, Fabio Condorelli, Claudio Di Benedetto, Massimo Gagliano, Santina Ferlito, Gaetano Libranti, Giusi Messineo, Tiziana Pedalino, Ibrahim Sow, Marta Tornabene.

Ideazione: Pamela Toscano
Musiche e cori: Simona di Gregorio
Allestimenti: Elie Laucher e Olga Volshinets
Responsabile tecnico: Aldo Ciulla.

Per info e prenotazioni: organizzazione@zoculture.it – Tel . 095.8168912 – 349.4287018

 

TEATRO / PORTE APERTE UNICT

Sabato 6 luglio, ore 21, Monastero dei Benedettini, Chiostro di Ponente

Mimmo Cuticchio “Il Cunto”
Il ritmo sincopato del cunto, di origine misteriosa e antichissima, scandisce l’epopea per voce sola che Mimmo Cuticchio, il maggiore puparo e cuntastorie del nostro tempo, porta nelle piazze e nei teatri del mondo.

Un colpo del piede sulla pedana, un gesto imperioso della spada ricevuta come eredità iniziatica dal maestro Peppino Celano, e la voce possente di Cuticchio chiama a raccolta intorno alle avventure cavalleresche di Orlando e dei Paladini di Francia, che per secoli i giullari cantarono lungo le strade d’Europa, tessendo un tappeto coloritissimo di immagini con le scarne formule della tradizione orale. Un fastoso teatro della memoria si spalanca nel breve recinto del cunto, in cui «ricordare» significa di nuovo, secondo l’etimologia cara al Medio Evo, «rimpatriare nel cuore».

Il cunto del cunto

Con il solo uso della voce e con l’ausilio di una spada, i contastorie raccontavano, seduti o in piedi, circondati da un pubblico assiduo che ascoltava, la storia dei reali di Francia e dei loro paladini, il repertorio epico-cavalleresco.

Le notizie sulle origini del cunto sono così frammentarie e insufficienti da non potere risalire a una data precisa in cui possa essere nato questo tipo di recitazione che, probabilmente, ha un legame con i cantori della Grecia antica prima e dell’antica Roma poi.

La parola cuntu è un termine dialettale per definire il racconto, ma il cuntista racconta soltanto storie epico-cavalleresche, con una scansione metrica, una gestualità del corpo, una mimica del viso necessari per la definizione dei personaggi. A differenza del cantastorie, che è invece un raccontatore di fatti di cronaca e che accompagna i suoi versi con una chitarra e un cartellone raffigurante i diversi episodi della vicenda, il cuntista racconta in prosa ed è accompagnato soltanto da una spada di legno o di ferro, che gli serve ora per dar fendenti in aria, ora per dare ritmo alle battaglie. Il cuntista evoca i protagonisti della vicenda divenendo corpo sonoro; la sua voce diventa ora tonante, ora carezzevole, ora aspra o struggente, fino ad arrivare ad alcuni momenti drammatici in cui la recita risulta una scansione regolata che supera qualsiasi realismo per raggiungere l’astrazione del suono.

Nel cunto esiste anche una tecnica per la memoria. Quando il cuntista racconta una storia, oggi come allora, egli si crea un labirinto in testa ma sa trovare sempre il filo per uscire. Può concedere un certo margine all’improvvisazione, ma non può non conoscere le storia. Il vero narratore deve saper distinguere la verità della vita dalla verità della finzione. Deve saper gestire il racconto per trovare la giusta misura, l’ironia, il distacco. Per arrivare a questo risultato, Cuticchio costruisce un viaggio mentale e, come in un viaggio reale, conosce il tragitto che dovrà seguire ma non sa mai cosa incontrerà.

Per raccontare la storia di Orlando, potrebbe decidere di cominciare dal mezzo o dalla sua morte, per poi tornare indietro e raccontarne la vita.

Il fendente con la spada e il battito del piede sono una valvola di sfogo durante l’apnea del cunto. Analogamente al fulmine che scarica l’energia accumulata durante una tempesta, anche nel cunto, ogni tanto, c’è bisogno di liberare la tensione, altrimenti il corpo rischierebbe di scindersi e di allontanarsi dalla mente.

Ingresso_ Euro 10, Euro 7 personale universitario, Euro 5 studenti dell’Ateneo

PORTE APERTE UNICT

Domenica 7 luglio, ore 21, Monastero dei Benedettini, Chiostro di Ponente

Michele Di Leonardo “I Suoni della Memoria”
e Luca Zarbano “Giornale del Sud”

Michele Di Leonardo “I Suoni della Memoria”

Dalla registrazione audio/video di alcuni macchinari ed apparecchiature ideate e costruite nel dopoguerra, i suoni naturali degli oggetti svelano le loro capacità musicali, “strumenti” in disuso che svelano un mondo ormai relegato nella memoria comune dell’umanità.

Luca Zarbano “Giornale del Sud”

La voce narrante  di Giovanni Caruso ci accompagna tra le memorie visuali del Giornale del Sud, diretto da Giuseppe Fava. La colonna sonora del corto, a cura di Luca Zarbano, è realizzata con tracce audio eseguite su strumenti musicali d’arte, strumenti digitali, sintesi elettroacustica e oggetti di uso quotidiano.

Ingresso: Euro 5, Euro 3 personale universitario, Euro 1 studenti dell’Ateneo

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