Successo per “La vera storia del Bandito Giuliano” al Metropolitan di Catania

CATANIA – Successo di pubblico al cineteatro Metropolitan di Catania per l’opera teatrale dal titolo “La vera storia del bandito Salvatore Giuliano” diretta dal regista Carmelo R. Cannavò, direttore del Centro Studi Artistici di Acireale, che ha visto sul palco del teatro la storia del siciliano Salvatore Giuliano giudicato da molti come un patriota e da altri come un bandito.
La vita del bandito è stata da sempre oggetto di studio da parte di cinema e letteratura stimolando riflessioni su come Salvatore Giuliano sia morto e come sia stato utilizzato dai poteri forti dello Stato i cui misteri a quasi settant’anni da quel 5 luglio 1950  non sono ancora stati svelati.

L’ opera teatrale “La vera storia del bandito Salvatore Giuliano” è composta da  33 attori, e non fa l’errore di osannare o condannare Giuliano, ma si pone l’obiettivo di offrire al numeroso pubblico, generoso negli applausi, un resoconto dei fatti partendo dalla vita del colonello dell’Evis ancora quattordicenne, interpretato da un convincente Davide Cannavò, tra primi amori e voglia di studiare per non farsi comandare dai signori fino al momento della latitanza dopo l’uccisione del carabiniere Mancino durante un posto di blocco, mentre trasportava dei sacchi di frumento provenienti dal mercato nero.
Fondamentale nella scena il passaggio del cambio d’età dei protagonisti in cui Diego Cannavò veste abilmente i panni di Turriddu Giuliano ’u bandito dimostrando abili doti canore e recitative con la capacità di mantenere viva l’attenzione del pubblico per ben due ore di messa in scena.
Le musiche originali sono di Michele Romeo, il videomapping di Andrea Ardizzone e le coreografie di Rossella Madaudo riescono a realizzare l’idea del regista Carmelo R. Cannavò, protagonista sulla scena in ben due ruoli Iano lo scemo del paese e il politico Concetto Gallo esponente del Movimento Indipendentista Siciliano, di non copiare i tanti lavori realizzati su Giuliano e la sua storia, ma di dare vita a qualcosa di diverso e unico allo stesso tempo che grazie all’incontro con il nipote Giuseppe Sciortino Giuliano e alle sue rivelazioni tenta di far luce sui misteri legati all’ultimo bandito dell’Italia post unitaria e il primo dell’Italia contemporanea.

Senza dubbio un opera teatrale di grande spessore culturale che rievoca vicende storiche siciliane del Movimento Indipendentista Siciliano MIS.

Federico Caltabiano – foto RO.AN

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