Teatro Massimo Bellini: Salvo Pogliese e Roberto Grossi

La dotazione annuale di 13,5 milioni è condizione indispensabile per redigere in pareggio il bilancio 2019-21 entro la scadenza del 30 aprile

CATANIA – «Anche dopo l’approvazione della Legge finanziaria, siamo fiduciosi e convinti che la Regione saprà prendere le misure necessarie per mettere il Teatro Massimo Bellini nella condizioni di funzionare, e funzionare bene. Il presidente Musumeci e la sua Giunta troveranno le soluzioni per salvaguardare una realtà di eccellenza, il cui ruolo e la cui funzione vanno garantite, nonostante le difficoltà finanziarie che affliggono sia le casse regionali, sia quelle comunali. È infatti proprio nei momenti più difficili che le istituzioni sono chiamate a farsi carico di quelle realtà artistiche e culturali che rappresentano il baluardo dei valori e lo specchio dell’identità di una società civile. Siamo dunque certi che la Regione saprà assicurare le risorse indispensabili all’attività di un teatro vivo e virtuoso, che con la sua produzione, nel nome di Vincenzo Bellini, tiene alto nel mondo il vessillo della terra siciliana». Il sindaco Salvo Pogliese, Presidente del Massimo catanese, esprime così il forte appello a fare ogni sforzo per garantire il presente e il futuro del teatro, pur nella consapevolezza delle gravi restrizioni che condizionano la nuova Finanziaria. «Per questo – prosegue – è doveroso far fronte alle urgenze e soddisfare le condizioni irrinunciabili per la vita dell’ente, a cominciare da una dotazione che copra almeno gli stipendi dei dipendenti, ossia circa 13,5 milioni, cifra sotto la quale il Bellini andrebbe incontro al collasso».

Come sottolinea il sovrintendente Roberto Grossi: «Occorre che l’impegno per la somma di 13,5 milioni da destinare al pagamento del personale venga confermato anche per gli esercizi successivi, al fine di consentire di elaborare il bilancio triennale in pareggio, da esitare tassativamente ope legis entro aprile. Parliamo, va ribadito, del contributo minimo indispensabile, giacchè per il resto il Bellini affronta sia la programmazione che tutti i costi di gestione attraverso l’autofinanziamento, derivante dagli incassi e dagli sponsor, quale risultato di una gestione rigorosa e innovativa. Negli ultimi tre anni il teatro è riuscito a coprire i costi dell’attività artistica e delle altre spese fisse e variabili attraverso la vendita di biglietti e abbonamenti, sponsorizzazioni e royalties. D’altronde, altri teatri siciliani ricevono da anni contributi pubblici che non solo coprono l’onere della forza lavoro, ma anche parte delle produzioni e delle varie uscite».

L’esito della nuova finanziaria pone dunque l’esigenza di ridefinire il finanziamento annuale da assegnare al Teatro per l’intero triennio 2019-21, fissando una dotazione non al di sotto dei  13,5 milioni, condizione che richiede ora opportuni interventi per essere soddisfatta. L’intervento previsto per l’anno in corso è infatti di 13.046.478,07, ammontare raggiunto peraltro grazie all’aumento di circa 1,4 milioni rispetto agli 11,8 milioni che la Legge finanziaria 2018 prevedeva quale contributo da destinare al Bellini per il 2019. Si tratta di un’operazione sicuramente importante, ma rimane il fabbisogno di circa 450.000 euro per raggiungere la suddetta cifra minima di 13,5 milioni e coprire il costo delle maestranze. Va peraltro sottolineato che la somma reintegrata di 1,4 è sostanzialmente indisponibile per gli impegni di spesa, in quanto subordinata all’accertamento della manovra finanziaria della Regione con lo Stato.

Ulteriori e maggiori difficoltà sono correlate al contributo previsto per i prossimi due anni. Per il 2020 a favore del Massimo catanese è stata stanziata solo la cifra di 8.839.234,26 milioni, ossia circa 4,6 in meno rispetto ai 13,5 che rappresentano, come si è detto, la soglia di sopravvivenza; per il 2021 la dotazione è addirittura pari a zero. Ciò vuol dire che, senza un intervento di modifica di tali prescrizioni, non sarà possibile approvare il bilancio per la triennalità obbligatoria, né tanto meno definire la programmazione già impostata con il conseguente avvio della messa in produzione e della vendita.

«Non vorremmo – rimarca ancora Grossi – che questa situazione di stallo costringesse il Bellini a fare passi indietro: impossibile sarebbe portare avanti la stagione estiva e altre iniziative di rilievo, come quelle destinate ai giovani e alle famiglie, per non dire dei progetti che coinvolgono i privati. Ed evidente sarebbe il conseguente danno sui ricavi del bilancio e sulla raccolta delle sponsorizzazioni, oltre alla perdita di quote del Fus regionale e statale derivante dalla riduzione degli spettacoli. Palese è allora la necessità di non vanificare il grandissimo lo sforzo compiuto dagli artisti e da tutti i lavoratori del Bellini, rendendo di fatto impercorribile anche il progetto di stabilizzazione dei precari».

Va evidenziato infatti che gli abbonamenti della stagione 2019 sono ulteriormente cresciuti, tornando finalmente a superare la quota di 5000, gli investimenti degli sponsor sono addirittura decuplicati. Gli spettacoli di produzione (vuoi un classico come “Il flauto magico” con la direzione di Gianluigi Gelmetti e la regia di Pierluigi Pizzi, oppure la novità assoluta “La capinera”, musica di Gianni Bella, liriche di Mogol) raccolgono l’entusiasmo degli spettatori e l’attenzione della stampa nazionale. L’articolata offerta artistica è costante elemento di aggregazione per il pubblico di tutte le età. E il Teatro Sangiorgi, con il cartellone “Un palcoscenico per la città”, è stato restituito alla fruizione del territorio, diventando la casa delle associazioni musicali private. Intanto si afferma anche il progetto del Teatro Bellini Festival, dedicato al sommo compositore di “Norma” e “Sonnambula”.

«I numeri positivi e la qualità artistica ritrovata – conclude Pogliese – sono il migliore biglietto da visita per sostenere il rilancio del Bellini in ambito internazionale. In Sicilia, come nel panorama nazionale, si tratta di un caso gestionale ed economico decisamente raro. Un cavallo su cui è interesse di tutti  puntare per vincere anche la scommessa dell’incremento del turismo culturale. Garantirne la sopravvivenza significa dare continuità ad un ente di riferimento per la cultura musicale del territorio. Di concerto con il governo regionale occorre ora assumere orientamenti e decisioni strategiche sulle soluzioni da adottare per poter predisporre ed approvare entro il 30 aprile il bilancio 2019/2021. Si tratta di questioni delicate e fondamentali che affronteremo nelle sedi deputate per assolvere alla funzione istitutiva a cui il Teatro Massimo Bellini di Catania è chiamato».

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